I carnefici

Nelle tragiche giornate seguite all'8 Settembre 1943, 700.000 militari italiani furono fatti prigionieri dai tedeschi e internati nei campi di concentramento in Germania. Nel mese di novembre emissari di Hitler e Mussolini invitarono i prigionieri a recuperare la libertà arruolandosi nell'esercito tedesco o in quello del governo fascista. Solo il 10% degli internati, nonostante le durissime condizoni di vita, ( in 78.000 perirono nel corso della prigionia), accettò l'invito.

Il IV battaglione della polizia italo-tedesca si formò a Biella tra il dicembre 1943 e il gennaio 1944 con militari e sottufficiali aderenti alla Repubblica sociale. Gli ufficiali di alto grado erano tedeschi. Ai primi di giugno terminato il periodo d'addestramento il battaglione fu inviato sulla Linea gotica con sedi operative a Pieve Santo Stefano, Sarsina, Balze, Sant'Agata Feltria e San Piero in Bagno dove si stabilì anche il comando.

Tenente Lehman
A dx il tenente Lehman

L' Appennino romagnolo, come documenta il bollettino militare n.1 del Comando 8.a brigata Garibaldi sull'attività partigiana in maggio, giugno e luglio, era oggetto di un'intensa attività partigiana contro il traffico militare, le caserme e i lavori sulla Linea gotica.

"...

9 giugno, un maresciallo tedesco viene ucciso, tre soldati repubblichini disarmati presso le Balze.

12 giugno, camion tedeschi attaccati presso Mercatino Marecchia, due morti e cinque feriti.

13 giugno, scontro di un nostro distaccamento con truppa tedesca e milizia, che una spia fascista aveva portato fino alle vicinanze, nessuna perdita da parte nostra.

14 giugno, un nostro distaccamento assalta un presidio di Rofelle composto di circa sessanta uomini di truppa, tre sottufficiali e un tenente, nonché un sergente maggiore tedesco che comanda il presidio. Viene ucciso il tedesco e la truppa italiana, che non aveva opposto resistenza, disarmata e rimandata alle proprie case. Buono il bottino in armi e materiale.

17 giugno, due camion tedeschi messi fuori uso: un morto e due feriti. Valle del Marecchia.

18 giugno, camion attaccati nella Valle del Marecchia, uno slovacco morto e nove altri disarmati, rimessi in libertà, dopo che il comando slovacco ebbe dato alcune garanzie.

19 giugno, scontro di un nostro distaccamento con un forte gruppo di milizia a Monte Grosso. Varie perdite tra i militi. Nessuna da parte nostra.

20 giugno, quaranta postazioni di mitragliatrici e mortai della linea Gotica, sul Marecchia, fatte saltare e resi inutilizzabili.

...

27 giugno, cinque soldati repubblicani della guarnigione delle Balze fatti prigionieri e disarmati.

..."

L'azione del terrore dei militi del IV battaglione contro la popolazione iniziò il 2 luglio, e investì la zona del Senatello con la fucilazione in località Balze, di tre giovani: Giuseppe Casini, arrestato il 28 giugno e per quattro giorni torturato e infine ucciso in località Serra contemporaneamente a Gustavo Bardeschi e Agostino Moroni. 

Lo stesso giorno in località Lamone furono uccisi Luigi Lazzarini di anni 18 e Giuseppe Pettinari di anni 19 e incendiate le case delle località Bigotta e Montagna.


Galleria fotografica dell'articolo