Statuto

Art. 1 – DENOMINAZIONE
L’ISTITUTO STORICO PROVINCIALE DELLA RESISTENZA, membro dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, riconosciuto giuridicamente con legge 16 gennaio 1967 n. 3, assume la denominazione di:
ISTITUTO STORICO DELLA PROVINCIA DI FORLI’ – CESENA PER LA STORIA DELLA RESISTENZA E DELL’ETA’ CONTEMPORANEA.

Art. 2 - SCOPI E FINALITA’
L’Istituto non ha finalità di lucro e si propone di:
a) reperire e curare in modo da consentire la consultazione da parte di ricercatori, studenti e di chi ne abbia interesse la raccolta delle testimonianze, dei documenti, delle pubblicazioni e di tutto ciò che riguarda la storia contemporanea con particolare riferimento al fascismo, all’antifascismo, al movimento e alla guerra di liberazione;
b) promuovere la conoscenza anche attraverso l’organizzazione di seminari, convegni, l’attribuzione di borse di studio e di ricerca, della formazione e sviluppo del nostro Stato democratico e repubblicano e del suo ordinamento costituzionale con particolare riferimento ai movimenti politici e militari della lotta di liberazione;
c) contribuire allo sviluppo e all’aggiornamento dell’insegnamento della storia nelle scuole anche collaborando alla predisposizione e attuazione di programmi didattici intesi a diffondere nelle scuole la conoscenza della storia contemporanea;
d) collaborare per la realizzazione di iniziative coerenti con le suddette finalità con università, istituti culturali, centri di ricerca, scuole, Enti locali facendo ricorso anche ad apposite convenzioni.

Art. 3 - SOCI
L’Istituto è autonomo nella gestione e nell’attività che svolge.
a) Adesioni.
b) Esso è costituito su base associativa. Possono essere soci dell’Istituto singoli cittadini di età superiore ai 18 anni e le persone giuridiche di diritto pubblico o privato di cui agli art. 11 e 12 del Codice civile che condividono i principi informatori, gli scopi e le finalità dell’Istituto.
L’accoglimento delle istanze di ammissione a socio deve essere deliberato dal Comitato direttivo ai sensi dell’art. 11 lett. M del presente Statuto. La qualità di socio comporta per tutti l’accettazione integrale del presente Statuto e il versamento della quota associativa.
c) Recesso.Ogni socio ha facoltà di recesso. La decisione va comunicata per iscritto al Presidente dell’Istituto nei termini previsti dall’art. 24 del C.C.
I soci recedenti non possono richiedere i contributi versati né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Istituto. Il socio può essere escluso dall’Istituto per gravi inadempienze agli obblighi statutari e per aver compiuto atti gravemente pregiudizievoli agli interessi e alle finalità dell’Istituto.

Art. 4 - PATRIMONIO
Il patrimonio dell’Istituto è dato:
a) dalle quote sociali;
b) dalle eventuali rendite patrimoniali ed eventuali proventi delle attività sociali;
c) da contributi finalizzati alla realizzazione di specifiche iniziative;
d) da donazioni, eredità, legati di quanti apprezzino e condividono gli scopi dell’Istituto che abbiano volontà di contribuire al loro conseguimenti;
e) da proventi che possono pervenire all’Istituto in forza di norme legislative nazionali o regionali;
f) dal patrimonio librario o documentario, di arredi e strumenti vari e altri beni che l’Istituto possiede.

Art. 5 - DURATA
L’Istituto avrà durata sino al 31 dicembre 2020. L’Assemblea potrà deliberare la sua prosecuzione con la maggioranza assoluta degli aventi diritto.

Art. 6 - ORGANI DELL’ISTITUTO
Organi dell’Istituto sono: l’Assemblea, il Comitato direttivo, il Presidente, il Collegio dei sindaci revisori.
Gli incarichi sociali sono svolti a titolo gratuito.

Art. 7 - L’ASSEMBLEA
L’Assemblea è composta dalle persone fisiche socie dell’Istituto, da n. 5 rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale di Forlì - Cesena, da n. 3 rappresentanti del Comune di Forlì e da n. 3 rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Cesena, da n. 2 rappresentanti dell’Università degli studi di Bologna (sedi di Forlì e Cesena), da n. 1 rappresentanti di ogni altra Amministrazione comunale aderente all’Istituto. I suddetti rappresentanti delle Amministrazioni comunali e della Amministrazione provinciale sono nominati o eletti dagli organi competenti di tali Enti secondo il loro ordinamento, anche fuori dagli organi stessi.
Inoltre l’Assemblea è composta da 1 rappresentante per ogni altra persona giuridica socia diversa da quelle sopraindicate. Ogni membro componente l’Assemblea dispone di un solo voto: egli può anche farsi rappresentare con delega scritta da un altro membro dell’Assemblea. Al delegato non possono essere attribuite più di tre deleghe. Non può essere attribuita delega ai componenti del Comitato direttivo nei casi di cui all’art. 21 C.C. secondo comma. I rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Forlì e Cesena, delle altre Amministrazioni comunali e dell’Amministrazione provinciale di Forlì - Cesena possono delegare, per la partecipazione all’Assemblea, solo fra chi è rappresentante dello stesso Ente e non possono essere portatori di altre deleghe.
I rappresentanti nell’Assemblea della Provincia e dei Comuni restano in carica fino alla eventuale revoca e in ogni caso fino allo scioglimento dell’organo che li ha eletti o nominati. Potranno essere riconfermati anche più volte. I rappresentanti di altri soci restano in carica fino a revoca da parte di chi rappresentano. In caso di vacanza, gli enti e associazioni associati possono integrare la loro rappresentanza. I nuovi rappresentanti durano in carica fino al compimento del periodo di permanenza previsto per quelli sostituiti.

Art. 8 - CONVOCAZIONE
L’Assemblea è convocata dal presidente dell’Istituto. Essa si riunisce almeno due volte l’anno in via ordinaria, la prima per l’approvazione del bilancio e del programma annuale e/o poliennale, la seconda per l’approvazione del conto consuntivo, sulla base delle proposte del Comitato direttivo.
Può essere convocata in via straordinaria per deliberare in merito agli oggetti di sua competenza e su ogni questione le venga demandata dal Comitato direttivo. Deve essere convocata qualora ne faccia richiesta motivata un decimo degli associati. L’Assemblea ordinaria o straordinaria viene convocata con lettera semplice, spedita ai soci almeno 15 giorni prima della data fissata per l’adunanza o mediante avviso da pubblicare negli organi di stampa nazionale o locale almeno 10 giorni prima sempre della data fissata per l’adunanza o con altro mezzo, ritenuto idoneo dal Presidente dell’Istituto, purché in quest’ultimo caso sia resa nota ai soci la data della sua convocazione almeno cinque giorni prima di quella fissata. Nella convocazione dovranno essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza e gli oggetti da trattare. L’Assemblea generale è valida in prima convocazione qualora intervenga la metà più uno dei suoi componenti con diritto di voto, in seconda convocazione, almeno 24 ore dopo la prima, se presenti un quinto dei componenti con diritto di voto. Le deliberazioni dell’Assemblea generale sono prese col voto favorevole della maggioranza dei presenti e rappresentanti mediante delega, ad eccezione della deliberazione relativa al successivo art. 9 lett. 1).

Art. 9 - COMPITI
Spetta all’Assemblea:
a) approvare il programma annuale e/o poliennale dell’Istituto;
b) approvare i bilanci annuali preventivi e consuntivi;
c) eleggere il Comitato direttivo;
d) eleggere il Collegio dei sindaci revisori;
e) approvare l’eventuale pianta organica dell’Istituto;
f) deliberare, su proposta del Comitato direttivo, in merito all’esclusione degli associati, i quali siano venuti meno allo Statuto o che abbiano compiuto atti gravemente pregiudizievoli agli interessi e alle finalità dell’Istituto;
g) approvare le modifiche al presente Statuto;
h) deliberare su ogni questione le venga sottoposta dal Comitato direttivo;
i) deliberare su proposta del Comitato direttivo, in merito alle quote sociali;
l) deliberare, col voto favorevole dei ¾ dei componenti, in merito allo scioglimento dell’Istituto e alla devoluzione del patrimonio, secondo quanto disposto dallo Statuto;
m) deliberare, nel caso di estinzione dell’Istituto, sulla nomina dei liquidatori.
Di ogni adunanza dell’Assemblea va redatto specifico verbale sottoscritto dal Presidente o da chi ne fa le veci e dal segretario dell’Istituto o, in caso di sua assenza o impedimento, da un componente l’Assemblea nominato dal Presidente segretario dell’Assemblea stessa. Tale verbale viene letto e approvato all’adunanza dell’Assemblea successiva a quella cui si riferisce.

Art. 10 - COMITATO DIRETTIVO
Il Comitato direttivo è composto da 18 membri eletti dall’Assemblea di cui n. 2 fra i rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale di Forlì – Cesena, n. 2 ciascuno fra quelli delle Amministrazioni comunali di Forlì e di Cesena, n. 1 rappresentante dell’Università, n. 1 fra i rappresentanti delle altre Amministrazioni comunali del Circondario di Forlì e n. 1 del Circondario di Cesena, n. 5 fra i soci che sono appartenuti al CVL (Corpo Volontari della Libertà) o da loro designati, e i restanti fra gli altri soci dell’Istituto.
Il Comitato direttivo elegge nel proprio seno due o più Vice Presidenti col compito di coadiuvare il Presidente nell’espletamento delle sue funzioni. Il Comitato direttivo dura in carica 3 anni e si riunisce su convocazione del Presidente almeno quattro volte l’anno. Il Comitato direttivo è inoltre convocato qualora ne facciano richiesta motivata almeno 1/3 dei suoi componenti. Per la validità delle adunanze del Comitato direttivo è richiesta la presenza della metà più uno dei suoi membri. Le deliberazioni sono adottate col voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti; in caso di parità, prevale il voto del Presidente o di chi ne fa le funzioni. Qualora taluno dei suoi componenti venga a cessare da tale funzione, l’Assemblea procede all’elezione di membri sostitutivi; tali membri restano in carica fino alla durata del Comitato direttivo in cui sono stati nominati.
La convocazione del Comitato direttivo è fatta dal presidente dell’Istituto mediante avviso scritto da diramarsi almeno 7 giorni prima di quello fissato per la riunione e, nei casi di urgenza, con telegramma da spedirsi almeno quarantotto ore prima a ciascun consigliere.
Sia la lettera che il telegramma dovranno contenere l’ordine del giorno delle materie da trattarsi. Delle riunioni del Comitato direttivo va redatto specifico verbale sottoscritto dal Presidente o da chi ne fa le veci e dal Segretario dell’Istituto o, in caso di assenza e impedimento, da uno dei componenti il Comitato direttivo all’uopo nominato dal Presidente o da chi ne fa le veci.

Art. 11 - COMPITI DEL COMITATO DIRETTIVO
Spetta al Comitato direttivo:
a) eleggere nel proprio seno il Presidente dell’Istituto;
b) deliberare in merito all’amministrazione e alla gestione dell’Istituto;
c) deliberare in merito all’attuazione dei programmi approvati dall’assemblea generale;
d) predisporre le linee programmatiche del piano annuale e/o poliennale per l’attività dell’Istituto;
e) predisporre il bilancio preventivo e il conto consuntivo da presentare all’Assemblea generale entro i termini di legge;
f) deliberare le spese dell’Istituto secondo gli stanziamenti di bilancio;
g) deliberare in merito all’assunzione e agli stipendi del personale dipendente dell’Istituto come pianta organica, all’eventuale compenso per il Direttore e il Segretario;
h) deliberare in merito alla costituzione di commissioni scientifiche di consulenza storica e archivistica che assistano l’Istituto nelle iniziative culturali e nell’attività di ricerca e ai vari rapporti giuridici conseguenti;
i) conferire incarichi e stabilire compensi da corrispondere a persone che, al di fuori di un rapporto di dipendenza organica con l’Istituto, prestino opera a favore dello stesso;
l) nominare, fuori dal proprio seno, il Direttore e il Segretario, i quali durano in carica quanto il Comitato direttivo che li ha nominati e possono essere rinominati, sempre per lo stesso periodo temporale, più volte; il Direttore e il Segretario partecipano alle riunioni del Comitato direttivo senza diritto di voto; possono far constatare a verbale la loro opinione sulle varie deliberazioni;
m) deliberare, con voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, in ordine all’ammissione dei soci;
n) approvare il Regolamento per il funzionamento della Biblioteca dell’Istituto e di quant’altro è oggetto di consultazione, di studio e di prestito;
o) compiere tutti gli atti di amministrazione che non siano riservati dal presente Statuto e dalle leggi all’Assemblea e al Presidente;
p) proporre all’Assemblea di deliberare in merito alle quote sociali di cui all’art. 4 lett. A) del presente Statuto;
q) nominare il tesoriere dell’Istituto, anche fuori dal proprio seno e da quello dell’Assemblea.
Il Comitato direttivo nomina i rappresentanti dell’Istituto nel Consiglio dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia e nell’Assemblea della Deputazione Regionale per la Resistenza o di altri Enti o Associazioni ai quali aderisce.

Art. 12 - IL PRESIDENTE
Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’Istituto. Esso inoltre convoca, presiede e coordina l’Assemblea e il Comitato direttivo e ne fissa l’o.d.g. dei lavori. E’ tenuto all’esecuzione delle deliberazioni degli organi dell’Istituto. Il Presidente può delegare in tutto o in parte le sue competenze ai Vice Presidenti. In caso di vacanza, assenza o impedimento, il Presidente viene sostituito nelle sue funzioni dal Vice Presidente più anziano di età. Il Presidente ed i Vice Presidenti durano in carica tre anni dal momento dell’elezione e possono essere per più volte rieletti. Il Presidente è tenuto a trasmettere alla Amministrazione provinciale di Forlì – Cesena e a tutti i Comuni soci ogni anno il bilancio consuntivo, il programma poliennale e una relazione morale sull’andamento dell’Istituto.

Art. 13 - IL PERSONALE
L’Istituto per il suo funzionamento può avvalersi di personale dipendente o con contratto d’opera e di personale dipendente da Enti pubblici, dallo Stato e da altre persone giuridiche pubbliche o private, messo a sua disposizione secondo i loro ordinamenti.

Art. 14 - IL SEGRETARIO DELL’ISTITUTO
E’ socio dell’Istituto o rappresentante di persona giuridica socia. E’ responsabile dell’organizzazione tecnica e funzionale interna necessaria all’attuazione dei programmi dell’Istituto, stende i verbali dei lavori dell’Assemblea e del Comitato direttivo, che sottoscrive col Presidente, ha la tenuta di tutti gli atti amministrativi e contabili dell’Istituto. Coordina le attività della biblioteca, dell’archivio storico e corrente, della cineteca, emeroteca e videoteca. Nell’esecuzione delle funzioni si avvale eventualmente del personale di cui al superiore art. 13, che coordina e del quale è responsabile. Risponde dei suoi atti al Presidente e al Comitato direttivo.

Art. 15 - IL DIRETTORE DELL’ISTITUTO
E’ responsabile dell’attività culturale e scientifica dell’Istituto. Risponde dei suoi atti al Presidente e al Comitato direttivo. E’ tenuto all’esecuzione delle decisioni degli organi dell’Istituto in merito alle iniziative scientifiche e culturali da intraprendere. Convoca e presiede le adunanze delle commissioni di cui all’art. 11 lett. g). Può essere nominato dal Comitato direttivo anche fra i non soci dell’Istituto.

Art. 16 - COLLEGIO DEI SINDACI REVISORI
L’Assemblea Generale nomina, anche fuori dal proprio seno, 3 sindaci revisori effettivi e due supplenti che costituiscono il Collegio. Il Collegio nomina nel suo seno il Presidente. I Sindaci riferiscono all’Assemblea e partecipano alle sue sedute e a quelle del Comitato direttivo. Il Collegio dei Sindaci resta in carica tre anni dalla data della sua elezione.
Qualora taluno dei suoi componenti venga a cessare da tale funzione l’Assemblea può procedere all’elezione di membri sostitutivi; tali membri restano in carica fino alla durata del Collegio dei sindaci in cui sono stati nominati. I sindaci dovranno accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, redigere una relazione ai bilanci annuali, potranno accertare la consistenza di cassa e l’esistenza di valori e titoli di proprietà sociale e potranno accedere in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo. Delle riunioni del Collegio dei Sindaci va redatto, anche in forma succinta, verbale in apposito registro, verbale che va sottoscritto dal Presidente del Collegio e dal sindaco effettivo o supplente più anziano di età presente alla riunione. Il Presidente del Collegio,in caso di assenza o di impedimento, sarà sostituito dal sindaco effettivo più anziano di età
.
Art. 17 - QUOTE SOCIALI
L’Amministrazione provinciale di Forlì-Cesena, i Comuni di Cesena e di Forlì e gli altri Comuni erogano annualmente all’Istituto,per il buon funzionamento dello stesso:
L’Amministrazione provinciale un contributo di Lire 65 milioni;
il Comune di Forlì un contributo di Lire 20 milioni;
il Comune di Cesena un contributo di Lire 20 milioni;
i Comuni dei Comprensori di Forlì e di Cesena con più di 10 mila abitanti un contributo non inferiore a Lire 250 mila.
Le quote potranno essere annualmente adeguate in base all’indice del costo della vita delibera delle singole amministrazioni.
Le quote degli altri soci sono stabilite annualmente dal Comitato direttivo secondo predisposto dall’art. 11 lettera p.

Art. 18 - INIZIATIVE DELL’ISTITUTO A FAVORE DEI SOCI
L’Istituto si obbliga ad effettuare, con propri mezzi e proprio personale, a favore dell’Amministrazione provinciale di Forlì - Cesena e dei
Comuni di Forlì e Cesena e degli altri Comuni soci attività ed iniziative nelle materie di cui all’art. 2 e a garantire la più ampia collaborazione per lo svolgimento delle attività e delle iniziative richieste dai suddetti Enti, sempre in relazione a tali materie, senza alcun onere a carico degli stessi, ad eccezione di quelli che l’Istituto potrebbe incontrare, oltre i suoi normali oneri di personale e di funzionamento.
Tali spese aggiuntive vanno preventivate dall’Istituto e rese note al committente di cui sopra per le deliberazioni del caso da parte di questi e per la definizione delle relative reciproche obbligazioni.
L’Amministrazione provinciale di Forlì - Cesena, e Comuni di Forlì e di Cesena e degli altri Comuni soci potranno usufruire,senza alcun onere,del materiale dell’Istituto (Biblioteca, cineteca, ecc.) per iniziative culturali, scolastiche, economiche, sociali, che non abbiano fini di lucro.

Art. 19 – SEDE
L’Istituto ha sede legale in Forlì presso la Casa Saffi – Via Albicini n. 25 e una sede decentrata in Cesena. L’Istituto può spostare la propria sede legale anche in altro luogo e/o in altro comune del territorio provinciale senza che ciò comporti modifica del presente Statuto. Può operare anche con uffici propri decentrati sul territorio provinciale e può dar vita e altre sezioni decentrate.

Art. 20 - DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO
All’Atto della sua eventuale cessazione, il patrimonio dell’Istituto sarà devoluto all’Amministrazione provinciale di Forlì - Cesena che ha facoltà a sua volta, di devolverlo in tutto o in parte a persone giuridiche di diritto pubblico o di diritto privato di cui agli art. 11 e 12 del codice civile che perseguano fini riconducibili in tutto o in parte a quelli dell’Istituto.

Art. 21 – ANNO SOCIALE
L’anno sociale e gli esercizi finanziari coincidono con l’anno solare e vanno dall’1 gennaio al 31 dicembre.

Art.22 - MODIFICA STATUARIA
Ogni articolo del presente Statuto e’ oggetto di possibile modificazione, ad eccezione degli art. 7 primo comma, 10 primo comma, 18,19,20 e 21,per modificare i quali e’ necessaria l’approvazione del Consiglio provinciale di Forlì - Cesena e del Consiglio dei Comuni di Forlì e di Cesena.

Art. 23 – NORME DI RINVIO
Per quanto non espressamente contemplato e regolamentato dal presente Statuto, si applicano le norme del Codice Civile e le leggi vigenti in materia.