Luoghi della Memoria

Nel territorio della provincia di Forlì-Cesena, attraversato durante la Seconda guerra mondiale dalla Linea Gotica, sono presenti diverse località che furono segnate dagli eventi bellici, caratterizzate dalla presenza partigiana o colpite da stragi ed eccidi nazifascisti. Qui trovate informazioni su questi luoghi e sui percorsi voluti dal Coordinamento provinciale per i luoghi della memoria:

- Tavolicci
- Pieve di Rivoschio
- Ca' Cornio
- Passo del Carnaio
- Il sentiero della libertà
- Tracce della Linea Gotica nel Cuore del Parco Nazionale
- Museo del Fronte Rubicone '44

Nato nel 2001 per iniziativa dell'Istituto storico e dell'amministrazione provinciale di Forlì-Cesena, il Coordinamento per i luoghi della memoria raggruppa oggi 14 soggetti tra enti locali e associazioni, che ogni anno affidano all’Istituto la progettazione e la realizzazione di iniziative volte a valorizzare i luoghi della Resistenza e della guerra, facendone oggetto di visita da parte delle scuole. Dal 2006 il Coordinamento promuove, attraverso l'Istituto, il progetto Dalla memoria della Linea Gotica alla cultura della non violenza e della pace.

Per un quadro complessivo sui luoghi della memoria del territorio, si veda il volume di Vladimiro Flamigni, Massimo Lodovici, Mario Proli (a cura di), Luoghi e memorie: guida per riconoscere segni e testimonianze della Resistenza e della lotta di Liberazione nel Forlivese e nel Cesenate, Forlì 2007.

 

Tavolicci

Piccola frazione di montagna situata in Comune di Verghereto, è il luogo della memoria più importante della Romagna. In questa località, isolata allora ancor più di oggi, si consumò la più tragica delle rappresaglie nazifasciste dell’ultima guerra mondiale in Romagna: 64 vittime, 19 delle quali avevano meno di dieci anni.

Per visite guidate alla Casa dell'eccidio contattare il Comune di Verghereto (tel. 0543.902313) o l’Istituto storico (tel. 0543.28999). La casa è aperta nel periodo maggio-settembre, il giovedì pomeriggio e nelle giornate di sabato e domenica.

"Resistenza Mappe" - Tavolicci (galleria fotografica)

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Pieve di Rivoschio

Pieve di Rivoschio fu scelta nel settembre 1943 da un gruppo di antifascisti ex volontari della Brigata Garibaldi nella Guerra di Spagna, per insediarvi il primo nucleo partigiano del territorio cesenate. 

La popolazione locale, in special modo quella giovane, era orientata a sostenere chi voleva la fine della guerra e del fascismo. Il 16 novembre un forte contingente di militari tedeschi mosse contro Pieve di Rivoschio. La vigilanza dei giovani del paese fece fallire la sorpresa e i partigiani si sottrassero al rastrellamento. La popolazione di Pieve di Rivoschio subì le prime distruzioni con l’incendio del Dopolavoro e l’arresto di 23 residenti che furono imprigionati a Forlì.

"Resistenza Mappe" - Pieve di Rivoschio (galleria fotografica)

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Ca' Cornio

Prima di entrare a Tredozio, paese che nel gennaio 1944 venne occupato per una decina di giorni dal gruppo partigiano di Silvio Corbari e dichiarato "Repubblica libera", svoltando a sinistra in direzione di San Valentino-San Casciano, si percorre una strada che conduce alla chiesa di San Valentino sulla cui parete una lapide ricorda il sacrificio di Corbari, dei suoi uomini e di don Luigi Piazza, "che seguì le vicende dei suoi partigiani con animo di sacerdote e cuore di patriota". A fianco della chiesa, si può imboccare a piedi un sentiero che prosegue per qualche chilometro e in circa mezz’ora di cammino conduce a Ca’ Cornio. L’edificio è una casa colonica, acquisita dalla Provincia di Forlì-Cesena e poi restaurata, che rappresenta il luogo della memoria delle vicende del gruppo.

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Passo del Carnaio

Sul luogo dell’eccidio, dove il 25 luglio 1944 furono uccisi ventisei cittadini di S. Piero in Bagno, l’Amministrazione comunale, per la ricorrenza del 60° anniversario della strage, ha costruito il Parco della Memoria. Si tratta di un percorso che utilizza in maniera figurata la strada per separare e connettere gli eventi della grande storia, quella europea e nazionale, a quella locale. Sul ciglio della strada una bacheca illustra i principali eventi della Seconda guerra mondiale e della Linea Gotica mentre sul lato opposto inizia il percorso locale con l’accesso al "sentiero nel bosco che non c’era". Oggi il luogo è coperto da un bosco di querce e faggi, ma nel 1944 vi sorgeva un'unica solitaria quercia sotto la quale le vittime trovarono momentanea sepoltura.

"Resistenza Mappe" - Passo del Carnaio

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Il sentiero della libertà

Per ricordare i tragici avvenimenti dell'aprile 1944, quando i tedeschi rastrellarono la zona per tentare di eliminare la presenza partigiana, il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna ha progettato il "Sentiero della Libertà", un percorso che partendo da Biserno di Santa Sofia permette di godere delle bellezze ambientali e di riflettere su quanto accadde in quei luoghi durante il secondo conflitto mondiale. Con partenza dalla croce di Biserno il sentiero giunge a San Paolo in Alpe e da qui prosegue per Fiumari, S. Agostino, Poderone, Celle, Pian del Grado. Lungo il percorso bacheche e cartelli narrano gli eventi del tragico aprile. Si tratta di un percorso piuttosto impegnativo, consigliato agli amanti del trekking o della mountain bike. Il percorso consigliato alle scuole è quello che partendo da Biserno arriva a San Paolo in Alpe (percorribile a piedi in circa un'ora e mezza), dove sono oggi visibili i ruderi delle abitazioni e della chiesa incendiata dai tedeschi il 12 aprile 1944. Le varie tappe sono raggiungibili singolarmente anche in auto.

"Resistenza Mappe" - Santa Sofia

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Tracce della Linea Gotica nel cuore del Parco nazionale

L’area presa in esame comprende le località di Campigna, Passo La Calla, la cima Gabrendo, la cima Poggio Sodo dei Conti, Piancancelli, Pian dei Fangacci, Fontanelle e Monte Falco, con la possibilità, consigliata solo agli appassionati di trekking, di proseguire da qui verso la vetta del Monte Falterona. Attualmente questa zona è caratterizzata da folti boschi di faggio che, essendo cedui, in passato venivano tagliati periodicamente per realizzare legna e carbone. Durante la guerra, per soddisfare le esigenze autarchiche e militari, questa zona di montagna era stata praticamente disboscata. Numerose e spesso ben conservate sono le tracce della Linea Gotica, della quale restano buche, trincee, camminamenti, rifugi ben visibili sia nelle vicinanze della strada principale che all’interno dei boschi.

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Il museo del fronte Rubicone '44

Le battaglie militari svoltesi tra l’esercito tedesco e quello alleato sulle colline di Roncofreddo nel settembre-ottobre 1944 sono state oggetto di ricerche che non si sono limitate allo studio dei documenti e alla ricostruzione dei fatti ma hanno portato alla luce, in special modo nella zona di Monte Farneto (teatro di intensi scontri tra tedeschi e Alleati), numerosi reperti: armi, munizioni, oggetti in dotazione ai singoli militari.

Il Museo del fronte, sito in via Matteotti 91 a Roncofreddo, è visitabile la seconda domenica di ogni mese dalle 15 alle 18 e per le scuole su appuntamento contattando il Comune di Roncofreddo.

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