I partigiani

L' 8 luglio i fratelli Sildo e Fre Bimbi e il loro cugino Fosco Montini furono arrestati unitamente ad altri giovani partigiani. Li torturarono e poi "li portarono in giro per la montagna, alla Bigotta, al Lamone, là per tutti quei monti dove eravamo stati". Dopo quattro giorni di torture, furono fucilati, i due fratelli Bimbi in località Torricella e il cugino nei pressi di Sarsina.

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2 luglio, nei pressi delle Balze, incendiavano le località di Lamone e Montagna e uccidevano almeno cinque civili.

12 luglio, in località Balze, dopo giorni di torture fucilavano i fratelli partigiani Sildo e Fre Bimbi e ne deportavano sette.

13 luglio, in località Calbano, fucilavano il carabiniere Fosco Montini perchè riconosciuto come partigiano.

17 luglio, a Cigno fucilavano cinque partigiani, da Pieve di Rovischio deportavano in Germania 20 persone.

19 luglio, rastrellavano, incendiavano Castel Priore e uccidevano Mansueto Gabrielli.

22 luglio, incendiavano la località di Tavolicci e uccidevano 64 persone, 19 erano bambini di meno di dieci anni.

23 luglio, un plotone di militi del IV battaglione della polizia italo-tedesca dello stesso reparto che aveva partecipato alla strage di Tavolicci, nei pressi dell'abitato di Ranchio si scontrò con una pattuglia partigiana con feriti da ambo le parti. Per rappresaglia il comandante del battaglione tenente Lehmann minacciò l'uccisione di dieci abitanti del luogo appositamente arrestati. In seguito alla presentazione del partigiano Gino Fantini che si assunse la responsabilità di quanto successo la sera precedente, gli ostaggi furono rilasciati.

24 luglio, a Ranchio, dopo le immancabili sevizie, il partigiano Fantini fu impiccato alla ringhiera di un'abitazione come documenta la foto.

25 luglio, al Passo del Carnio fucilavano 27 civili".

 


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