Archivi

Il patrimonio archivistico dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena è uno dei più importanti del territorio provinciale per quanto riguarda la storia del XX secolo.

 

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Nato nel 1971, l’Istituto storico iniziò la propria attività a Casa Saffi nel 1977, con l'istituzione della Biblioteca, l’avvio dell’attività di ricerca e l’acquisizione delle prime donazioni archivistiche, costituite soprattutto da fondi documentari relativi all’antifascismo e alla Resistenza, incrementatisi anche nel corso del decennio successivo. A questo proposito, si ricordano, in primo luogo, l’Archivio della 8a Brigata Garibaldi e il Fondo Gastone Sozzi.

Negli anni Novanta si aggiunsero le carte sugli eccidi e le stragi nazifasciste in Romagna, con particolare riferimento a Tavolicci. A partire dalla fine degli anni Novanta e poi nel corso degli anni Duemila, sono entrati in Istituto numerosi fondi archivistici relativi a movimenti, partiti e organizzazioni politiche e sindacali.

Tra questi, l’archivio di Lotta continua e dei movimenti forlivesi della sinistra extraparlamentare, l’archivio dell’UDI (Unione donne in Italia), l’archivio della Federazione forlivese del Partito comunista italiano e quello della Camera territoriale del Lavoro di Forlì.

Negli ultimi anni il patrimonio archivistico dell’Istituto si è arricchito anche di importanti nuclei documentari relativi alla Grande Guerra: gli archivi dell’Associazione nazionale combattenti e reduci di Forlì-Cesena e Rimini e dell’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra. 

Di estrema rilevanza è poi la documentazione fotografica conservata dall’Istituto, che costituisce un giacimento di valore impareggiabile per la “memoria visiva del territorio”. Facciamo riferimento a oltre 40.000 fotografie provenienti, ad esempio, dall’Archivio della Camera del Lavoro di Forlì (circa 5.500 fotografie); dall’Archivio del Partito comunista italiano - Federazione di Forlì (circa 7.600 fotografie); dall’Archivio dell’Unione donne in Italia (UDI) - Comitato provinciale di Forlì-Cesena (circa 380 fotografie) e, soprattutto, dagli archivi fotografici dei fotoreporter Michele Minisci (circa 11.400 fotografie) e Massimo Zattoni (circa 13.700 fotografie). Questi ultimi, in particolare, consentono di descrivere la vita cittadina forlivese degli anni Settanta e Ottanta in tutti i suoi aspetti: politici, sociali, culturali e di costume.

Si segnalano, inoltre, tre importanti nuclei di manifesti, locandine e volantini, per un totale di circa 2.700 esemplari, afferenti agli archivi della Camera del Lavoro di Forlì (circa 1.100 esemplari), della Federazione forlivese del PCI (circa 1.300 esemplari) e dell’Archivio provinciale dell’UDI (circa 300 esemplari).

Completano il ricco patrimonio dell’Istituto due nuclei costituiti da materiale audiovisivo e sonoro su diverso supporto, provenienti, oltre che dall’Archivio del Partito comunista (circa 140 registrazioni video e 30 registrazioni sonore), anche dall’archivio interno dell’Istituto storico (circa 205 registrazioni video e 70 registrazioni sonore).

La ricchezza e la varietà del patrimonio archivistico, che l’Istituto storico si impegna quotidianamente a riordinare e valorizzare, costituiscono un punto di riferimento fondamentale per l’attività di ricerca, per l’attività didattica e per progetti espositivi e di public history rivolti a tutta la comunità.

 

Il primo strumento di accesso al patrimonio archivistico dell'Istituto è la Guida agli Archivi:

Marta MAGRINELLI, Fabrizio MONTI (a cura di), Guida agli Archivi dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Forlì-Cesena, introduzione di Eloisa BETTI e Carlo DE MARIA, Forlì 2019 (scarica la Guida in PDF)

 

Qui di seguito l'elenco degli Archivi e le relative schede di presentazione:

 

Archivio VIII Brigata Garibaldi "Romagna"

Archivio VIII Brigata Garibaldi "Romagna"

L’archivio è stato acquisito dall’Istituto nel 1978 a seguito della donazione della documentazione da parte dei partigiani superstiti componenti il Comando di questa brigata, che è stata la principale formazione partigiana operante nella provincia di Forlì. Le carte sono tutte originali, si tratta prevalentemente di documenti prodotti dal Comando dell’8ª Brigata Garibaldi e ad esso pervenuti, nel periodo giugno-ottobre 1944. I documenti del periodo settembre 1943-marzo 1944 sono stati distrutti nel corso del grande rastrellamento nazifascista del 12-23 aprile 1944. La formazione si scioglie nel novembre del 1944.


»Consistenza: buste 12
»Cronologia: 1943-1944
»Strumenti di corredo: Dino Mengozzi (a cura di), L’8ª Brigata Garibaldi nella Resistenza, prefazione di Luciano Marzocchi, Milano, La Pietra, 1981, 2 voll (vol. 1. Documenti 1943-45; vol. 2. Catalogo dell’Archivio)

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Fondo Comitato di Liberazione Nazionale (CNL) forlivese

Fondo Comitato di Liberazione Nazionale (CNL) forlivese

L’archivio raccoglie donazioni diverse fatte all’Istituto dal 1975 al 1977 da parte di alcuni ex dirigenti del Comitato di Liberazione Nazionale forlivese, fra cui Giuseppe Mamini (Franz) e Romolo Landi.


»Consistenza: buste 3
»Cronologia: 1944-1945
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Fondo “Post Liberazione”

Fondo “Post Liberazione”

L’archivio è costituito da documentazione proveniente da diverse donazioni private arrivate in Istituto nei primi anni della sua attività. Si tratta prevalentemente di documenti relativi al secondo dopoguerra in Italia, con particolare riferimento alle campagne elettorali, in merito alle quali si conservano carteggio, manifesti e volantini.


»Consistenza: buste 5
»Cronologia: 1946-1981
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) - Sezione di Forlimpopoli

Archivio dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) - Sezione di Forlimpopoli

L’archivio è pervenuto all’Istituto unitamente all’archivio della sezione del Partito Comunista Italiano di Forlimpopoli, donato dalla Fondazione “Ariella Farneti” nel 2002.

»Consistenza: buste 2
»Cronologia: 1945-1955
»Strumenti di corredo: Inventario (Matteo Troilo, 2014) 

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Archivio dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Federazione delle provincie di Forlì-Cesena e Rimini

Archivio dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Federazione delle provincie di Forlì-Cesena e Rimini

L’archivio è stato donato all’Istituto nel 2014 dalla Federazione di Forlì-Cesena e Rimini dell’Associazione ed è costituito prevalentemente da documentazione prodotta e raccolta dall’ente nell’espletamento delle proprie funzioni statutarie. Costituita nel 1921, la Federazione Romagnola Combattenti era un’associazione regionale che comprendeva tutte le sezioni della provincia di Forlì e Ravenna. Nel 1923 le Federazioni regionali, per direttiva del Comitato nazionale, sono sostituite da Federazioni provinciali. Successivamente, il 31 marzo 1926, il Consiglio provinciale e la Giunta esecutiva della Federazione Provinciale Combattenti di Forlì vengono sciolte d’autorità perché ostili al fascismo, mentre veniva nominato un Commissario straordinario dal Direttorio nazionale. All’indomani della Liberazione di Forlì, 9 novembre 1944, la Federazione si riorganizza avviando un processo di epurazione e democratizzazione al suo interno. Lo Statuto del 1949 formalizza l’unione tra l’Associazione Nazionale Combattenti e l’Associazione Nazionale Reduci della Prigionia in una nuova associazione denominata Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Con la costituzione, nel 1995, della nuova Provincia di Rimini e la trasformazione di quella di Forlì in Forlì-Cesena, la federazione forlivese, muta il nome in Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Federazione delle province di Forlì-Cesena e Rimini, riunendo in un’unica federazione le due province. La Federazione non è più attiva dal 2016.


»Consistenza: buste 228; fascicoli 150; registri 111; quaderni 4
»Cronologia: 1917-2010
»Strumenti di corredo: Inventario (Fabrizio Monti, 2016) 

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Archivio dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Sezione di Forlì

Archivio dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Sezione di Forlì

L’archivio, donato all’Istituto nel 2014 dalla Federazione di Forlì-Cesena e Rimini dell’Associazione, è costituito dalle carte prodotte dalla Sezione di Forlì dell’Associazione Nazionale Combattenti (nel periodo compreso fra il 1920 ed il 1947) e dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (nel periodo compreso fra il 1947 e il 2000). Si conservano documenti dal 1920, anche se si riscontrano dispersioni e perdite, in particolare per la maggior parte della documentazione prodotta nel corso dei primi vent’anni di vita dell’Associazione. Infatti, ad eccezione delle schede soci, delle domande di iscrizione degli stessi alla Sezione e di alcuni fascicoli di carteggio databili dal 1920, le restanti serie archivistiche presentano documentazione dal 1946 in avanti. Dal 2000 la Sezione di Forlì non è più attiva.

»Consistenza: buste 11; registri 30; fascicoli 53
»Cronologia: 1920-2000
»Strumenti di corredo: Inventario (Fabrizio Monti, 2016) 

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Archivio dell’Associazione Nazionale Reduci dalla prigionia - Federazione provinciale di Forlì

Archivio dell’Associazione Nazionale Reduci dalla prigionia - Federazione provinciale di Forlì

L’archivio è stato donato all’Istituto nel 2014 dalla Federazione di Forlì-Cesena e Rimini dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Il 27 agosto 1945 sorge il Comitato Provinciale di Forlì dei Reduci, che nel marzo 1946 partecipa al primo congresso nazionale dell’Associazione Reduci dalla prigionia. Nello Statuto, approvato nel 1946, si afferma che gli scopi della nuova associazione sono di “conservare e custodire un patrimonio morale che i reduci, con le loro sofferenze e la loro partecipazione morale e materiale alla guerra di liberazione hanno acquisito”, e “tutelare gli interessi morali e materiali dei soci”. Nel 1947 l’Associazione si unisce all’Associazione Nazionale Combattenti dando vita all’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.


»Consistenza: buste 2; registri 15; fascicoli 15
»Cronologia: 1945-1947
»Strumenti di corredo: Inventario (Fabrizio Monti, 2016) 

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Archivio dell’Associazione Nazionale Volontari di guerra - Sezione di Forlì

Archivio dell’Associazione Nazionale Volontari di guerra - Sezione di Forlì

L’Archivio, aggregato al fondo della Federazione forlivese dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, è stato donato nel 2014 all’Istituto. A Roma nel 1923, sotto gli auspici dell’allora ministro Giovanni Giurati, alcuni preesistenti sodalizi legati al volontarismo di guerra ed al reducismo, prevalentemente riguardanti la Grande Guerra, ma anche il Garibaldinismo e il Legionarismo fiumano, nonché i Volontari Ciclisti ed Automobilisti, si costituiscono in un’unica Associazione Volontari di guerra. Dopo l’8 settembre 1943 l’Associazione rimane senza dirigenti e, dopo vari tentativi di riorganizzazione, nel 1950 con la notifica di un nuovo Statuto, rinasce ufficialmente come l’Associazione Nazionale Volontari di guerra. La Sezione forlivese dei Volontari Nazionale di guerra non è più attiva.


»Consistenza: fascicolo 1
»Cronologia: 1956-1972
»Strumenti di corredo: Inventario (Fabrizio Monti, 2016) 

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Archivio dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e dispersi in guerra - Comitato di Forlì

Archivio dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e dispersi in guerra - Comitato di Forlì 

L’archivio, donato all’Istituto nel 2015 dal Comitato di Forlì dell’Associazione, è costituito dalla documentazione prodotta e raccolta dal Comitato stesso nell'espletamento delle proprie funzioni statutarie. L’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e dispersi in guerra, nata nel 1917, è l'Ente che in Italia svolge compiti di rappresentanza, protezione e tutela nei riguardi dei congiunti (genitori, vedove, orfani, collaterali) dei militari, partigiani, caduti e dispersi in guerra e per causa di guerra nonché dei militari invalidi e mutilati di guerra, qualunque sia la causa del loro decesso, e di coloro che in servizio nelle Forze Armate hanno perduto la vita nel compimento del dovere (servizio di leva, lotta ad ogni forma di eversione e terrorismo, nell’espletamento di missioni in nome e per conto delle Organizzazioni internazionali alle quali l’Italia aderisce). L’associazione mantiene vivo il ricordo dei caduti; il Comitato provinciale forlivese sorge nel 1924, ed è tuttora attivo.


»Consistenza: buste 44; fascicoli 258; registri 118; volumi 13
»Cronologia: 1926-2002
»Strumenti di corredo: Inventario (Fabrizio Monti, 2018) 

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Archivio dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e dispersi in guerra - Sezione di Forlì

Archivio dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e dispersi in guerra - Sezione di Forlì

L’archivio, donato all’Istituto nel 2015 dal Comitato di Forlì dell’Associazione, è costituito dalla documentazione prodotta e raccolta dalla Sezione di Forlì dell’Associazione. Le fonti edite ed archivistiche non consentono di datare con precisione la nascita e il successivo sviluppo della Sezione forlivese dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e dispersi in guerra. È certo che la Sezione forlivese dell’Associazione Nazionale Madri e Vedove dei Caduti (1917-1924), poi Associazione Nazionale Madri, Vedove e Famiglie dei Caduti e dispersi in guerra (1924-1932), poi Associazione Nazionale Famiglie Caduti in guerra (1932-1945) ed infine Associazione Nazionale Famiglie Caduti e dispersi in guerra (dal 1945) è legata dal 1924 alle sorti del Comitato provinciale forlivese con cui ha condiviso la sede nei suoi diversi spostamenti.
La sezione dell’Associazione è attualmente attiva.


»Cronologia: 1938-1993
»Consistenza: buste 2; registri 9; fascicoli 7
»Strumenti di corredo: Inventario (Fabrizio Monti, 2018) 

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Archivio dell’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (ANPPIA) e Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi Nazisti (ANED)

Archivio dell’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (ANPPIA) e Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi Nazisti (ANED)

Nel 1996, quando le due associazioni hanno cessato l’attività, il loro archivio è stato donato all’Istituto. L’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti nasce nel 1945, subito dopo la Liberazione, ed è organizzata sotto forma di federazioni e gruppi nelle province italiane. Raccoglie i perseguitati politici antifascisti italiani, tutti coloro cioè che per la loro opposizione al fascismo scontarono anni di confino e di carcere; comprende altresì coloro che nel ventennio operarono contro la dittatura fascista. L’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti raccoglie le persone che per motivi politici e razziali sono stati deportati nei lager, i familiari dei caduti e degli ex deportati e i cittadini italiani che condividono i valori dell’ente e si impegnano nello studio e nella diffusione della conoscenza storica sui temi della resistenza e della deportazione.


»Consistenza: 2,5 ml. di fascicoli sciolti
»Cronologia: 1944-1996
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio della Camera Territoriale del Lavoro di Forlì - CGIL

Archivio della Camera Territoriale del Lavoro di Forlì - CGIL

L’archivio, depositato presso l’Istituto nel 2003, copre sostanzialmente l’arco cronologico 1945-1997, sebbene alcuni documenti risalenti al periodo tra le due guerre mondiali facciano retrodatare il complesso al 1929. L’archivio rispecchia la struttura gerarchica dell’ente, con l’ufficio della Camera del Lavoro, con la sua documentazione amministrativa e l’attività sindacale, e quelli delle varie federazioni. Unitamente alle carte, sono pervenuti fotografie, manifesti, locandine e volantini.


»Consistenza: 547 buste
»Cronologia: 1929 - 1997
»Strumenti di corredo: Inventario (Matteo Troilo, Carlo De Maria, 2014) 

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Archivio fotografico della Camera Territoriale del Lavoro di Forlì – CGIL

Archivio fotografico della Camera Territoriale del Lavoro di Forlì - CGIL

Acquisito dall’Istituto con le carte della Camera Territoriale del Lavoro di Forlì, l’archivio conserva in particolare fotografie relative a congressi e assemblee locali e regionali, a manifestazioni e scioperi, a relazioni internazionali in genere, a feste e comizi in occasione del 1° maggio, all’attività sindacale e ad iniziative sociali (colonie e feste della Befana), in particolar modo nell’attuale provincia di Forlì-Cesena.

»Cronologia: 1945-1995
»Consistenza: fotografie 5.500
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio manifesti della Camera Territoriale del Lavoro di Forlì - CGIL

Archivio manifesti della Camera Territoriale del Lavoro di Forlì - CGIL

Acquisito dall’Istituto con le carte della Camera Territoriale del Lavoro di Forlì, l’archivio conserva manifesti, locandine e volantini relativi a congressi e assemblee locali e regionali, a manifestazioni e scioperi, a feste e comizi in occasione del 1° maggio, all’attività sindacale e ad iniziative sociali, in particolar modo nell’attuale provincia di Forlì-Cesena.


»Cronologia: 1952-1995
»Consistenza: esemplari 1.100
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio del Partito Comunista Italiano (PCI) - Federazione provinciale di Forlì

Archivio del Partito Comunista Italiano (PCI) - Federazione provinciale di Forlì

Donato all’Istituto tra il 2001 e il 2013, l’archivio conserva la documentazione prodotta e raccolta dalla Federazione forlivese del Partito comunista italiano dal 1945 al 1991, anno in cui il partito cambia nome in Partito Democratico della Sinistra (PDS). Unitamente alle carte, sono pervenuti fotografie, manifesti, locandine e volantini.


»Consistenza: buste 249; registri 28
»Cronologia: 1945-1991
»Strumenti di corredo: Inventario (Matteo Troilo, 2014)

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Archivio fotografico del Partito Comunista Italiano (PCI) - Federazione provinciale di Forlì

Archivio fotografico del Partito Comunista Italiano (PCI) - Federazione provinciale di Forlì

Acquisito dall’Istituto con le carte del PCI forlivese, l’archivio conserva in particolare fotografie che documentano gli anni della ricostruzione post-bellica, iniziative sociali, manifestazioni politiche cittadine, congressi locali e regionali del partito e Feste de “L’Unità”, in particolar modo nell’attuale provincia di Forlì Cesena.


»Consistenza: fotografie 7.600
»Cronologia: 1945-1995
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio manifesti del Partito Comunista Italiano (PCI) - Federazione provinciale di Forlì

Archivio manifesti del Partito Comunista Italiano (PCI) - Federazione provinciale di Forlì

Acquisito dall’Istituto Storico di Forlì-Cesena con le carte del PCI forlivese, l’archivio conserva manifesti, locandine e volantini relativi a congressi e assemblee locali e regionali, a iniziative sociali, manifestazioni politiche cittadine e Feste de “L’Unità”, in particolar modo nell’attuale provincia di Forlì-Cesena.


»Consistenza: esemplari 1.300
»Cronologia: 1950-1990
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio audiovisivi del Partito Comunista Italiano (PCI) - Federazione provinciale di Forlì

Archivio audiovisivi del Partito Comunista Italiano (PCI) - Federazione provinciale di Forlì

Acquisito dall’Istituto con le carte del PCI forlivese, l’archivio conserva in particolare pellicole di cinegiornali, film propagandistici e documentari politici, filmati di attualità, cronaca e politica locale e registrazioni audio di comizi elettorali, interviste, convegni e dibattiti.


»Consistenza: registrazioni sonore su diverso supporto 30; registrazioni video su diverso supporto 140
»Cronologia: 1975-1990
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio del Partito Democratico della Sinistra (PDS) di Forlì

Archivio del Partito Democratico della Sinistra (PDS) di Forlì

L’archivio è pervenuto all’Istituto nel 2001, unitamente a quello della Federazione provinciale del Partito Comunista Italiano di Forlì. La storia del Partito Democratico della Sinistra comincia
all’inizio del 1991 e si chiude nel febbraio del 1998 con la trasformazione del partito in Democratici di Sinistra.


»Consistenza: buste 12
»Cronologia: 1991-1996
»Strumenti di corredo: Inventario (Matteo Troilo, 2014)

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Archivio del Partito Comunista Italiano (PCI) - Sezione di Forlimpopoli

Archivio del Partito Comunista Italiano (PCI) - Sezione di Forlimpopoli

L’archivio è pervenuto all’Istituto unitamente all’archivio della Federazione forlivese del Partito Comunista Italiano, donato dalla Fondazione “Ariella Farneti” nel 2002. La sezione del PCI di Forlimpopoli viene costituita nell’immediato dopoguerra; tra le maggiori sezioni al di fuori del capoluogo svolse un ruolo importante nella vita politica cittadina.


»Consistenza: buste 22
»Cronologia: 1945-2003
»Strumenti di corredo: Inventario (Matteo Troilo, 2014)

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Archivio dell’Unione Donne in Italia (UDI) - Comitato provinciale di Forlì e Cesena

Archivio dell’Unione Donne in Italia (UDI) - Comitato provinciale di Forlì e Cesena

Il complesso, depositato presso l’Istituto nei primi anni Duemila, comprende l’archivio del Comitato UDI di Forlì (1945-2000) e l’archivio del Comitato UDI di Cesena (1944-1991), quest’ultimo precedentemente depositato presso il Centro Informadonna del Comune di Cesena all’inizio degli anni Novanta, quando il Comitato cessa di fatto la sua attività. Unitamente alle carte, sono pervenuti volumi e periodici (235 monografie e 28 periodici tra mensili, quindicinali, settimanali e riviste a periodicità varia), fotografie, manifesti, locandine e volantini.


»Consistenza: buste 62
»Cronologia: 1946-1981
»Strumenti di corredo: Patrizia Carroli, Brunella Garavini (a cura di), Archivio Unione Donne Italiane Forlì-Cesena. Inventario: documenti dal 1945 al 2000, Faenza, Edit, 2004

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Archivio fotografico dell’Unione Donne in Italia (UDI) - Comitato provinciale di Forlì-Cesena

Archivio fotografico dell’Unione Donne in Italia (UDI) - Comitato provinciale di Forlì-Cesena

Acquisito dall’Istituto Storico con le carte dell’UDI di Forlì e Cesena, l’archivio conserva in particolare immagini che documentano congressi, convegni, manifestazioni, iniziative ed attività organizzate e sostenute dall’associazione.


»Consistenza: fotografie 380
»Cronologia: 1945-1990
»Strumenti di corredo: Patrizia Carroli, Brunella Garavini (a cura di), Archivio Unione Donne Italiane Forlì-Cesena. Inventario: documenti dal 1945 al 2000, Faenza, Edit, 2004

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Archivio manifesti dell’Unione Donne in Italia (UDI) - Comitato provinciale di Forlì-Cesena

Archivio manifesti dell’Unione Donne in Italia (UDI) - Comitato provinciale di Forlì-Cesena

Acquisito dall’Istituto con le carte dell’UDI di Forlì e Cesena, l’archivio conserva in particolare manifesti, locandine e volantini relativi a congressi, convegni, manifestazioni, iniziative ed attività organizzate e sostenute dall’associazione.

»Consistenza: esemplari 300
»Cronologia: 1950-1990
»Strumenti di corredo: Patrizia Carroli, Brunella Garavini (a cura di), Archivio Unione Donne Italiane Forlì-Cesena.  Inventario: documenti dal 1945 al 2000, Faenza, Edit, 2004

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Archivio di Lotta Continua (LC) di Forlì e dei Movimenti forlivesi della sinistra extraparlamentare

Archivio di Lotta Continua (LC) di Forlì e dei Movimenti forlivesi della sinistra extraparlamentare

L’archivio, donato all’Istituto verso la fine degli anni Novanta dai dirigenti di Lotta Continua di Forlì, conserva tutti i documenti prodotti e raccolti dall’organizzazione, una delle maggiori formazioni della sinistra extraparlamentare italiana tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta. Si conserva in particolare: carteggio, appunti, corrispondenza e materiale a stampa.


»Consistenza: buste 26
»Cronologia: 1968-1989
»Strumenti di corredo: Elenco di consistenza (Fabrizio Monti, Elena Paoletti, 2015)

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Archivio di Ariella Farneti

Archivio di Ariella Farneti

L’archivio è confluito presso l’Istituto con quello del Partito Comunista forlivese nel 2002 ed è costituito dal carteggio della senatrice dal 1970 al 1972. Ariella Farneti (Meldola, 1921-2006), di professione insegnante elementare, partecipa alla Resistenza come staffetta, insieme ai suoi due fratelli maggiori. Dopo la guerra aderisce al Partito Comunista Italiano e nel 1950 viene eletta sindaco di Meldola, incarico che conserva sino al 1951 e, successivamente, per un periodo più lungo dal 1956 al 1965. Nel 1951 è anche eletta consigliere provinciale, successivamente diventa Assessore provinciale all’Istruzione. In ambito locale ricopre numerosi ruoli nella Camera del Lavoro di Forlì e nelle organizzazioni femminili, come l’Unione Donne Italiane (UDI). Nel 1963 viene eletta al Senato e ricopre l’incarico di membro della Commissione per l’Istruzione pubblica e le belle arti e di membro della Commissione Igiene e sanità. Rieletta nel 1968 viene confermata alla Commissione Istruzione e belle arti ed entra a far parte della Commissione per le questioni regionali. Nei due mandati al Senato conduce la battaglia per il superamento dell’Opera nazionale maternità e infanzia (ONMI) di istituzione fascista, con l’obiettivo invece di creare una nuova politica di welfare nazionale in materia di gestione di servizi per l’infanzia.


»Consistenza: busta 1
»Cronologia: 1970-1972
»Strumenti di corredo: Inventario (Matteo Troilo, 2014) 

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Archivio di Augusto Flamigni

Archivio di Augusto Flamigni

Il fondo è stato donato all’Istituto dalla famiglia Flamigni poco tempo dopo la morte di Augusto. Si tratta della raccolta completa e originale dei giornali e volantini della Resistenza usciti clandestinamente a Forlì dal settembre 1943 al novembre 1944 (con documenti del Pci, del Cln e delle formazioni Gap di Forlì). Sono presenti inoltre manifesti e bandi fatti affiggere da autorità naziste e fasciste e rapporti giornalieri della Guardia nazionale repubblicana. Augusto Flamigni (Gualdo di Meldola, 1902 - Forlì, 1971) all’indomani del congresso di Livorno del 1921 è attivo nella costituzione di una sezione giovanile del Partito Comunista a Meldola. Nel 1922 è a Forlì, dove si sposa e lavora quale operaio. Nel 1932 è arrestato e poi condannato dal Tribunale speciale per attività antifascista a due anni di confino. Dopo il 25 luglio 1943 è incaricato dal PCI di svolgere l’attività organizzativa nel Cesenate. Durante la Resistenza è in montagna con l’8ª Brigata Garibaldi “Romagna”.


»Consistenza: buste 20
»Cronologia: 1943-1944
»Strumenti di corredo: Elenco di Consistenza (Chiara Strocchi, 2019)

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Archivio di Sergio Flamigni

Archivio di Sergio Flamigni

L’archivio è confluito presso l’Istituto con l’archivio del Partito Comunista forlivese nel 2002 e raccoglie parte della documentazione prodotta da Flamigni negli anni in cui è stato parlamentare. Una cospicua parte dell’archivio del noto politico forlivese si trova presso il Centro Documentazione “Archivio Flamigni” di Oriolo Romano. Nato a Forlì del 1925, Sergio Flamigni aderisce nel gennaio 1942 al Partito Comunista clandestino. Nel 1944 è commissario politico della 29ª Brigata Gap “Gastone Sozzi”. Nel 1949 diventa il segretario provinciale della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1950 ne diventa membro del Comitato centrale. Nel 1952 è segretario generale della Camera Confederale del Lavoro di Forlì, incarico che conserva fino al 1956. Nello stesso anno diventa segretario della Federazione provinciale del PCI di Forlì e consigliere, dapprima comunale, successivamente provinciale. Lascia Forlì nel 1962 e a Roma entra nella Direzione nazionale del partito con l’incarico di membro dell’Ufficio di Segreteria. Nel 1968 viene eletto alla Camera dei Deputati per la V legislatura (1968-1972), incarico che mantiene anche nella VI (1972-1976) e nella VII (1976-1979) legislatura. Nella V legislatura è componente della Commissione Interni e della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia. Partecipa alle stesse commissioni nella VI legislatura diventando anche vicepresidente della Commissione Interni. Nella VII legislatura è confermato alla Commissione Interni e viene nominato componente della Commissione speciale per l’esame della nuova legge sul Servizio per la informazione e la sicurezza. Nell’VIII legislatura (1979-1983) viene eletto al Senato ed è nominato vicepresidente della Commissione permanente per gli affari costituzionali. Fa inoltre parte della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, della Commissione sul fenomeno della mafia, della Commissione per il parere del governo su ferrovie e servizi di trasporto e della Commissione d’inchiesta sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro. Rieletto al senato per la IX legislatura (1983-1987) partecipa ai lavori delle medesime commissioni. Dopo la conclusione della IX legislatura lascia l’attività parlamentare e inizia un’intensa attività di ricerca e studio sui fenomeni del terrorismo, della loggia P2, della mafia, che si concretizza in numerose pubblicazioni. Nel 2005 ha dato vita al Centro di Documentazione “Archivio Flamigni” a cui ha donato il suo archivio.


»Consistenza: buste 4
»Cronologia: 1971-1987
»Strumenti di corredo: Inventario (Matteo Troilo, 2014) 

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Archivio di Ovidio Gardini

Archivio di Ovidio Gardini

La documentazione, in parte originale, è stata donata negli anni Novanta da Gardini. Si tratta di documenti della Resistenza italiana in Jugoslavia e di materiale prodotto e raccolto da Gardini inerente la storia della stessa. Contiene due album fotografici della Brigata garibaldina “Italia”, con fotografie databili tra il 1943 e il 1945. Ovidio Gardini (Faenza, 1920 - Forlì, 1999) residente a Forlì fin dalla giovinezza, dagli anni Trenta partecipa all’attività del gruppo antifascista denominato “Torna caro ideal” del quale facevano parte altri giovani forlivesi, tra cui Renato Ascari Raccagni, Sergio Flamigni, Stelio Ghetti e Liliana Vasumini. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale viene arruolato con grado di sottotenente del 25° Reggimento Fanteria “Bergamo”, operante in Jugoslavia. L’8 settembre 1943, all’annuncio dell’Armistizio, è tra i primi ad organizzare la resistenza degli italiani contro il nazifascismo e ad unirsi alle formazioni partigiane di quel paese. Diventa comandante della 3ª Brigata Partigiana “Goffredo Mameli” della Divisione Garibaldina d’Assalto “Italia”. Terminata la guerra, è decorato di medaglia d’argento al valore e merito e promosso, a titolo onorifico, Tenente Colonnello. Rientra in Italia nel giugno 1945.


»Consistenza: fascicoli 9
»Cronologia: 1944-1985
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio di Romolo Landi

Archivio di Romolo Landi

L’archivio, donato da Landi durante il suo periodo di presidenza presso l’Istituto, è costituito dalle carte prodotte e raccolte da questi durante la sua attività professionale, politica e culturale. Romolo Landi (Forlì, 1909-1980), oppositore del fascismo fin dagli anni Trenta, dopo l’8 settembre prende parte alla guerra di Liberazione. Membro dell’8ª brigata Garibaldi “Romagna”, nel1944 è nominato commissario politico del Comando Piazza di Forlì; nell’aprile 1945 è arrestato dalle autorità alleate insieme con l’azionista Domenico Bazzoli e il democristiano Afro Giunchi per avere diffuso una circolare in cui imponeva la vendita del pane ad un prezzo di gran lunga inferiore rispetto a quello imposto da un decreto alleato. È eletto nel XIII collegio elettorale di Bologna all’Assemblea Costituente nel gruppo comunista. Rientrato a Forlì, si dedica allo studio diplomandosi maestro nel 1953 insieme al figlio Eros. Vince la cattedra e insegna a Faenza per quattordici anni. Nei primi anni Settanta è nominato presidente dell’Istituto storico della Resistenza di Forlì.


»Consistenza: buste 2
»Cronologia: 1949-1978
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio di Luciano Marzocchi

Archivio di Luciano Marzocchi

L’archivio è stato donato all’Istituto dalla famiglia Marzocchi ed è costituito dalle carte prodotte e raccolte da Marzocchi durante la sua attività professionale, politica e culturale. Nel 1944, Luciano Marzocchi (Civitella di Romagna, 1921 - Cesena, 2000), studente universitario di architettura, è tra gli organizzatori dei primi Gap nella zona di Forlì. Dal giugno al novembre 1944 ha incarichi di comando nell’8ª Brigata Garibaldi “Romagna”. Nel dopoguerra continua il proprio impegno nel PCI e nelle amministrazioni pubbliche forlivesi. È stato fra i fondatori e direttore dell’Istituto storico della Resistenza di Forlì.


»Consistenza: buste 20
»Cronologia: 1950-1995
»Strumenti di corredo: Elenco di consistenza parziale (Edoardo Bastianini, 2015)

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Archivio di Nadia Masini

Archivio di Nadia Masini

Questo fondo è confluito presso l’Istituto insieme all’archivio del PCI forlivese nel 2002. La documentazione si riferisce all’attività parlamentare di Nadia Masini, deputata alla Camera dal 1987 al 1996. Nata a Padova nel 1949, e trasferitasi a Forlì in giovanissima età, Masini si laurea in Lettere e lavora per molti anni come insegnante. Alle elezioni comunali del 1975 è eletta consigliere nella lista del Partito Comunista Italiano; rieletta nel 1979, diventa assessore alla Pubblica Istruzione nella giunta guidata da Giorgio Zanniboni. Dal 1985 al 1986 ricopre la carica di vicesindaco e nel 1987 si presenta alle elezioni politiche in cui viene eletta deputato per la X legislatura (1987-1992). Entra nel gruppo parlamentare comunista ed è componente della Commissione Istruzione. Nel 1992 è rieletta alla Camera dei deputati nelle liste del Partito Democratico della Sinistra (XI legislatura, 1992-1994) e continua a far parte della Commissione istruzione. Rieletta per un terzo mandato, sempre con il PDS, nella XII legislatura, è confermata alla Commissione Istruzione e dal giugno 1995 al maggio 1996 è componente della Commissione speciale competente in materia di finanza. Nella XIII legislatura non ricopre incarichi parlamentari ma di governo. Nel governo Prodi I (dal 22 maggio 1996 al 20 ottobre 1998) è Sottosegretario per la Pubblica Istruzione, incarico confermato anche nei governi D’Alema I e D’Alema II (dal 22 ottobre 1998 al 25 aprile 2000). Nelle votazioni amministrative del 13 giugno 2004 viene eletta sindaco di Forlì con il 58,7% dei voti. Nel dicembre 2004 viene nominata nel comitato direttivo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e coordinatrice della Commissione ANCI Scuola. Nel 2007 aderisce al Partito Democratico. Il 14 dicembre 2008, alle primarie del Partito Democratico non viene scelta come candidato sindaco per le elezioni del 2009, ottenendo comunque il 49,73% delle espressioni di preferenza.


»Consistenza: buste 26
»Cronologia: 1989-1995
»Strumenti di corredo: Inventario (Matteo Troilo, 2014) 

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Archivio di Adler Raffaelli

Archivio di Adler Raffaelli

L’archivio, donato all’Istituto dalla famiglia Raffaelli nel 2018, è costituito dalle carte prodotte e raccolte da Adler Raffaelli durante la sua attività professionale, politica e culturale. Adler Raffaelli (Forlì, 1921-2007), ex deportato, insegnante, educatore, giornalista, uomo delle istituzioni e dell’impegno sociale, è stato per lungo tempo direttore del periodico del Partito Comunista Italiano “Il Forlivese”, oltre che consigliere comunale a Forlì e a Predappio. Da una sua proposta di metà anni ’60 che fu condivisa dal sindaco dell’epoca, il repubblicano Icilio Missiroli, viene realizzato il Sacrario ai Caduti per la Libertà presso il chiostro di San Mercuriale in piazza Saffi a Forlì. Fra le cariche ricoperte figurano i ruoli ai vertici dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi Nazisti, del movimento sindacale fin dagli anni della Camera del Lavoro unitaria nel dopoguerra e la presidenza provinciale dell’Associazione Combattenti e Reduci.


»Consistenza: 4 ml. di carte sciolte, fascicoli e quaderni
»Cronologia: 1950-2000
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio di Angelo Satanassi

Archivio di Angelo Satanassi

Questo fondo è confluito presso l’Istituto insieme all’archivio del Partito Comunista forlivese nel 2002 ed è costituito dalle carte prodotte e raccolte da Satanassi durante la sua attività di deputato della Repubblica italiana. Angelo Satanassi (Santa Sofia, 1925 - Forlì, 2011) nasce in una famiglia politicamente molto attiva. Nel 1943 entra nelle file dei partigiani dell’8ª Brigata Garibaldi “Romagna” in cui milita per tutto il periodo della guerra partigiana fino alla liberazione di Forlì il 9 novembre 1944. Nel 1946 si trasferisce a Forlì dove si iscrive al Partito Comunista Italiano e diviene Segretario della Sezione Agraria del partito. Nel 1951 entra come dirigente nel movimento delle cooperative. Nel 1956 Satanassi è eletto per il PCI nel Consiglio comunale di Forlì e successivamente diviene capogruppo del partito all’opposizione. Viene rieletto in Consiglio comunale anche alle successive elezioni del 1960, 1964, 1966 e 1967. A seguito del successo elettorale della coalizione social-comunista alle elezioni comunali del 7-8 giugno 1970, Satanassi diventa sindaco di Forlì. Formerà una Giunta di coalizione tra Pci, Psi e Psiup. Nel 1975 viene riconfermato nella carica di sindaco con la lista del Pci da lui guidata, che ottiene il 48,6% dei voti. Il 2 maggio 1979 Satanassi si dimette da sindaco per candidarsi alle elezioni politiche per la Camera dei Deputati, nelle quali viene eletto per la VIII legislatura. Nel suo primo mandato è membro della Commissione Agricoltura e foreste e di quella Lavoro, assistenza, previdenza sociale e cooperazione. Confermato nelle elezioni politiche del 1983, rimane in parlamento fino al 1987 come membro della Commissione Lavori pubblici. Dopo la fine dell’esperienza di parlamentare continua la sua attività politica nell’ambito cittadino. Nel 1991 Satanassi entra nel Partito Democratico della Sinistra e in seguito aderisce alle svolte politiche del partito, la trasformazione in Democratici di Sinistra e la nascita del Partito Democratico.


»Consistenza: buste 5
»Cronologia: 1980-1987
»Strumenti di corredo: Inventario (Matteo Troilo, 2014) 

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Fondo Gastone Sozzi

Fondo Gastone Sozzi

La documentazione riguarda complessivamente il periodo 1919-1926 ed è costituita prevalentemente da fotocopie di documenti e atti processuali ordinati cronologicamente. A un primo nucleo di documenti donati da Norma Balelli, vedova Sozzi, o fotocopiati presso il suo archivio tra il 1972 e il 1975, si sono successivamente aggiunti i documenti raccolti da Claudio Albonetti e Gabriele Brunelli presso gli archivi dei tribunali di Forlì e Ravenna, nel corso di una loro ricerca volta a ricostruire la violenza politica nel primo dopoguerra, con particolare riferimento alle spedizioni punitive fasciste e agli antifascisti uccisi. Gastone Sozzi (Cesena, 1903 - Perugia, 1928), figlio di militanti del Partito Socialista Italiano, aderisce al Partito Comunista d’Italia alla sua fondazione, iniziando un’intensa attività di propaganda. Colpito nel luglio 1922 da un mandato di cattura con l’accusa di aver ucciso a Cesenatico Clearco Montanari (segretario bolognese del Partito Nazionale Fascista), si sposta dapprima a Torino, dove lavora all’“Unità” di Gramsci e successivamente in Unione Sovietica, dove frequenta corsi di studi politico-militari a Leningrado. Rientrato in Italia nel 1925, a seguito della revoca del mandato di cattura, compie il servizio militare, al termine del quale, nel 1926, sposa Norma Balelli e diviene membro, a Roma, dell’Ufficio Militare del Partito Comunista d’Italia. Accusato di cospirazione contro lo Stato, il 4 novembre 1927, viene arrestato a Milano e tradotto nel carcere di Perugia, dove muore dopo settimane di torture, per non aver rivelato i nomi dei compagni coinvolti nella propaganda comunista.


»Consistenza: buste 32
»Cronologia: 1919-1926
»Strumenti di corredo: Elenco di consistenza (Miro Flamigni, 2011)

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Fondo Adamo Zanelli - “Archivio antifascisti perseguitati”

Fondo Adamo Zanelli - “Archivio antifascisti perseguitati”

Nel 1981 l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (ANPPIA) e la famiglia Zanelli donano all’Istituto i documenti raccolti da Adamo Zanelli, negli anni in cui era presidente dell’ANPPIA, a corredo delle domande inviate da antifascisti forlivesi per il riconoscimento della qualifica di perseguitato politico. L’archivio conserva prevalentemente rapporti di polizia e note informative su individui e gruppi antifascisti della Romagna. Adamo Zanelli (Sarsina, 1899 - Forlì, 1970), di professione fabbro, partecipa al primo conflitto mondiale e nel dopoguerra è antifascista militante, tanto da dover emigrare in Francia, dove già risiedeva una parte della sua famiglia. Qui lavora come operaio a Hussigny e si iscrive a Partito Comunista Francese, di cui è segretario della federazione locale. Espulso dalla polizia transalpina una prima volta nel 1923, da quel momento Zanelli riceve altre quattro espulsioni dalla Francia, inframmezzate da passaggi in Belgio, Lussemburgo, Italia (nel 1925, solo per sposarsi) e Svizzera. A Basilea diviene dirigente del Soccorso Rosso Internazionale, ma dopo sei anni, è arrestato e imprigionato con l’accusa di aver reclutato volontari per le Brigate internazionali durante la guerra civile spagnola. Tornato clandestinamente in Francia, è arrestato nel 1940 dalla polizia di Vichy e condannato a tre anni di confino per attività sovversiva. Nell’ottobre del 1942 viene estradato in Italia per poi essere liberato nell’estate successiva. È comandante partigiano col nome di battaglia “Giovanni” e opera soprattutto a Forlì, Cusercoli e Pieve di Rivoschio, impegnandosi per la costruzione dell’8ª Brigata Garibaldi “Romagna”. Nel dopoguerra è segretario della Federazione comunista di Forlì, vice segretario del Comitato regionale veneto del Partito Comunista Italiano e quindi ispettore dell’apparato centrale del partito, nonché dirigente dell’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti. Nel 1960 si ritira a vita privata.


»Consistenza: buste 4
»Cronologia: 1926-1944
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio fotografico di Michele Minisci - "Il Forlivese"

Archivio fotografico di Michele Minisci - "Il Forlivese"

L'archivio è stato donato nel giugno 2015 dal giornalista Michele Minisci. Si conservano, in particolare, immagini relative alla storia locale e nazionale: avvenimenti politici ed economici; lotte sindacali, operaie e studentesche; manifestazioni pacifiste, antimperialiste e ambientaliste; campagne referendarie, congressi, convegni e assemblee del Partito Comunista Italiano (PCI), della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) e dell’Unione Donne in Italia (UDI); cronaca mondana; cultura; spettacolo e sport. Originario di Vaccarizzo Albanese (Cosenza), Minisci ha studiato nelle università di Bologna e Ferrara. Vive e lavora a Forlì, dove dal 1974 ha ricoperto per circa un decennio l’incarico di corrispondente locale de “L’Unità” e poi di direttore responsabile del settimanale del PCI “Il Forlivese”. In seguito ha collaborato con “Paese Sera”, con Tele San Marino, con l’Ansa e lavorato negli Uffici Stampa della Lega delle Cooperative e dell’Unipol.


»Consistenza: fotografie 11.400
»Cronologia: 1970-2000
»Strumenti di corredo: Elenco di consistenza (Fabrizio Monti, Elena Paoletti, 2018).

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Archivio fotografico di Massimo Zattoni

Archivio fotografico di Massimo Zattoni

L’archivio fotografico del fotoreporter de “L’Unità” e del “Il Forlivese” è stato donato all’Istituto nel 2018 dalla madre Floriana Zattoni. Si conservano in particolare immagini relative alla storia locale e nazionale: avvenimenti politici ed economici; lotte sindacali, operaie e studentesche; manifestazioni; cronaca nera; cronaca mondana; cultura; spettacolo e sport. Massimo Zattoni (Forlì, 1963-1990), inizia la sua attività di fotografo e cronista alla fine degli anni Settanta, collaborando con quotidiani e periodici quali “Il Forlivese”, “L’Unità”, “Il Resto del Carlino”, il “Corriere della Sera”, “I Giganti del Basket”, “Super Basket” e diverse riviste musicali. Il Liceo scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì gli ha intitolato un concorso fotografico riservato ogni anno agli studenti delle scuole medie e superiori della provincia.


»Consistenza: fotografie 13.700
»Cronologia: 1977-1990
»Strumenti di corredo: Elenco di consistenza (Floriana Zattoni, 2018)

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Archivio dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena

Archivio dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena

In base al vigente statuto l’Istituto ha tra le proprie finalità la raccolta e la valorizzazione di testimonianze, documenti e pubblicazioni inerenti la storia contemporanea con particolare riferimento al fascismo, l’antifascismo e la guerra di liberazione. Il fondo è costituito da documentazione di provenienza diversa, prodotta e acquisita dall’Istituto durante lo svolgimento della sua attività di ricerca e divulgazione storica a partire dal 1971.


»Consistenza: buste 22
»Cronologia: 1971-1995
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio fotografico dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena

Archivio fotografico dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena

Documentazione prodotta e raccolta dall’Istituto nel corso della sua attività di ricerca e conservazione della memoria. Si tratta in particolare di: immagini, soprattutto in riproduzione, relative agli anni del fascismo in Italia e all’estero, alla Guerra di Spagna, al secondo conflitto mondiale, alla Resistenza, alla Liberazione e al dopoguerra; fotografie che documentano i luoghi diventati simbolo della Resistenza; fotografie che documentano esposizioni e mostre tematiche, cerimonie commemorative e iniziative con le scuole, organizzate dall’Istituto dalla seconda metà degli anni Settanta fino ai primi anni Duemila.


»Consistenza: fotografie 3.000
»Cronologia: 1920-2000
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Archivio audiovisivi dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena

Archivio audiovisivi dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena

Documentazione prodotta e raccolta dall’Istituto nel corso della sua attività di ricerca e conservazione della memoria. Si tratta in particolare di: registrazioni sonore di interviste a protagonisti della Resistenza, dibattiti politici e CD-R con documentari e materiale audiovisivo di diverso tipo (ad esempio, filmati che riproducono documentazione relativa alla Resistenza in Emilia-Romagna conservata presso l’Imperial War Museum di Londra).


»Consistenza: registrazioni sonore su diverso supporto 70; registrazioni video su diverso supporto 205
»Cronologia: 1970-1990
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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Raccolta “Eccidi”

Raccolta “Eccidi”

Documentazione prodotta e raccolta (in copia) dall’Istituto storico di Forlì-Cesena, relativa agli eccidi e alle stragi nazifasciste in Romagna durante la Seconda guerra mondiale.


»Consistenza: buste 17
»Cronologia: 1943-1944
»Strumenti di corredo: Censimento (Marta Magrinelli, Fabrizio Monti, 2019)

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