La strage: prima parte

Per sfuggire alle fiamme Cesira Castronai con in braccio il figlioletto Pietro, di 14 giorni, seguita dai figli Domenico di anni 17, Maria di anni 16, Giovanni di 5, dal giovane Gino Sartini di anni 13 e dalla bimba Cecilia Alessandrini di anni 8, rimasti illesi o non gravemente feriti dalle pallottole, si portarono al piano superiore, ma ben presto il fumo e le fiamme resero anche quel luogo inabitabile.

I Castronai
I Castronai

La Castronai decise di uscire sul tetto attraverso una finestra assieme alla figlioletta Elisa di 4 anni. Un milite le sparò senza colpirla e lei implorò di essere salvata ma un altro milite fece fuoco e uccise lei e la figlia. Il suo corpo rotolò a terra, quello della figlioletta non fu più trovato, probabilmente fu completamente distrutto dalle fiamme.

Doro
Doro

Il figlio della Castronai, Domenico (detto Doro), seguito dall’amico Gino Sartini, riuscirono ad uscire sul tetto senza essere notati. Domenico nascose tra le lastre del tetto il fratello Pietro, che gli era rimasto in braccio mentre lo stava passando alla mamma quando fu colpita. Seguito dall’amico Gino, salì su un tetto che degradava verso il terreno e con un balzo i due si gettarono nel sottostante campo di granoturco, i militi gli spararono una raffica di mitra senza colpirli. Lo stesso percorso fece la bimba Cecilia Alessandrini. Il piccolo Pietro dal tetto rotolò dentro alla “spularola” usata per pulire il grano e dopo qualche giorno morì.

Dopo l’uccisione della mamma, Maria Gabrielli, assieme al fratellino Giovanni, ridiscese al piano inferiore ormai in preda alle fiamme. Chi era ancora in vita urlava per il dolore e chiedeva aiuto. Notò, ancora in vita, il bimbo Renzo Sartini di un anno, lo prese in braccio e tenendo per mano Giovanni uscì all’aperto in tempo per vedere i militi allontanarsi tenendo prigionieri il padre e gli altri nove uomini mentre altri militi continuavano a depredare le case e a caricare il bottino sui muli. Anche Adriana Sartini ferita ad un braccio e a una gamba Uscì dalla stanza ormai in fiamme, portando in braccio la sorella Maria che aveva le gambe spezzate dalle pallottole.

Maria e Domenico Gabrielli hanno concesso la loro commovente testimonianza agli autori del documentario “Tavolicci 1944” visionabile nell’aula didattica della Casa dell’eccidio.

FOTO DELLA CASA DELL’ECCIDIO

Morirono nella Casa dell’eccidio di Tavolicci quarantaquattro persone. Ventinove nella stanza in cui erano state rinchiuse colpite dalle pallottole o bruciate vive perché impossibilitate a muoversi per le ferite; undici appena uscite dalla casa; due sul tetto e due, Pietro Gabrielli di 14 giorni e Benilde Sartini di 10 anni, perirono dopo alcuni giorni.  


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